La Coldiretti china il capo di fronte a Renzi. Molinari: “Incoscienti” Jun01

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La Coldiretti china il capo di fronte a Renzi. Molinari: “Incoscienti”

La Coldiretti si schiera per il “sì” al referendum costituzionale e sceglie di chinare il capo di fronte a Matteo Renzi. Ad avere la peggio, sotto l’incoscienza di questa decisione, gli agricoltori italiani, che hanno visto nel corso degli anni un peggioramento progressivo e inesorabile del proprio lavoro e del reddito. “Una scelta che ci sorprende – commenta Riccardo Molinari, Segretario Nazionale Lega Nord Piemont – perché è inconcepibile un appoggio esplicito a un governo che sta massacrando la nostra agricoltura, appoggiando le folli sanzioni commerciali alla Russia e restando inerme di fronte alla necessità di tutela del Made in Italy”.

Sembra sfuggire, infatti, anche a chi dovrebbe difendere l’impegno dei lavoratori, quali e quanti danni le politiche scellerate dell’Unione Europea abbiano causato all’agricoltura italiana, a discapito delle stalle e dei prodotti nostrani, inevitabilmente danneggiati. Le sanzioni imposte alla Russia da UE e Stati Uniti all’indomani della guerra civile in Ucraina, ad esempio, hanno infatti portato a conseguenze devastanti: uno studio del’Istituto Austriaco di Ricerche Economiche (WIFO) ipotizza uno scenario in cui l’Italia perderebbe, per effetto delle sanzioni, 7 miliardi di PIL e oltre 215mila posti di lavoro.

“Ci troviamo di fronte ad un governo che non sa tutelare l’agricoltura e la qualità italiana – prosegue Molinari –, un governo favorevole al TTIP, che cancellerà ogni garanzia di qualità degli alimenti, invadendo il nostro mercato di prodotti OGM o carne agli ormoni, a discapito dei lavoratori che da anni investono sulla qualità. Un governo che ha fatto nulla nel semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’UE per tutelare il Made in Italy, un governo che vuole che le arance vengano dal Marocco, il riso dalla Cambogia, il pesce dalla Turchia e l’olio dalla Tunisia. Ma soprattutto – conclude il Segretario del Carroccio piemontese –, ci troviamo davanti ad una riforma costituzionale antidemocratica e autoritaria, che ci priverà del diritto di voto per il Senato e cancellerà l’autonomia delle Regioni. E a farne le spese saranno, inevitabilmente, anche le politiche agricole”.