Elezioni amministrative, il giorno dopo. È nostro dovere costruire un’alternativa alla Giunta Chiamparino

Cuttica-Molinari-Una riflessione a mente fredda, dopo le recenti vittorie alle elezioni amministrative, è d’obbligo. La condizione da cui un anno fa siamo partiti non era delle migliori, ma trovarci oggi come il primo partito del centro-destra e probabilmente il partito più adatto a guidare, in futuro, la Regione Piemonte, ci riempie d’orgoglio. La scommessa è stata vinta grazie all’impegno dei militanti, fedeli alla causa e forti di umiltà e determinazione, caratteristiche che da sempre ci contraddistinguono, e con il supporto dei cittadini che hanno saputo cogliere l’occasione per manifestare la propria volontà di cambiamento. Ci siamo rimboccati le maniche, riconoscendo i problemi e riflettendo sulle difficoltà sociali che le città, le regioni, affrontano da troppo tempo. Abbiamo caratterizzato la Lega Nord sul sociale, analizzando la realtà, i problemi e le ragioni di questo profondo malessere condiviso, mostrando ai cittadini quali e quante siano le colpe per i disagi che vivono quotidianamente. Siamo convinti sia la linea giusta. Disoccupazione, emergenza sociale, immigrazione: tutte realtà che toccano da vicino gli italiani, e che sono frutto di decisioni ben precise da parte dei governi centrale e regionale. Prendiamo la questione relativa agli immigrati: non è per razzismo che ci diciamo contrari a certe logiche, ma, al contrario, perché ci pare disgustoso che ci sia chi lucra sulla pelle della povera gente. Non si può non guardare con preoccupazione all’ingresso sregolato in una società già in crisi, mascherando da solidarietà il preciso scopo di una sostituzione etnica, come dimostra il vincolo regionale voluto da Chiamparino tra il bando relativo alla Legge 18 e lo SPRAR. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con una sempre maggiore tensione sociale causata, tra le altre cose, dalla creazione di un esercito di manodopera a basso costo, in concorrenza coi tanti disoccupati italiani.
Il voto delle amministrative ci dimostra che la Regione Piemonte ha voglia di riscatto e nostro dovere, dopo aver raccolto questi risultati elettorali, è quello di costruire un’alternativa al governo regionale Chiamparino, estendendo l’impegno già profuso sui territori interessati dalla tornata elettorale anche al resto della Regione.