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ALLARME DELLE ATC: L'IMU PRIVEREBBE L'ENTE DI RISORSE FONDAMENTALI
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Si è svolta nella mattinata di oggi presso la sala stampa della Regione Piemonte a Torino una conferenza stampa voluta dalle ATC piemontesi ed in cui il Presidente Roberto Cota è stato diretto interlocutore delle richieste di aiuto che sono arrivate dai presidenti degli istituti, primo fra tutti Piervittorio Ciccaglioni, presidente dell’ATC di Alessandria. 

Era presente anche il Vicepresidente del Consiglio regionale Riccardo Molinari.

La questione è nota: la nuova IMU sulla prima casa che andrà a sostituire la vecchia ICI, la vecchia tassa sulla prima casa, e voluta dal governo Monti sarà prevista anche per gli stabili di edilizia popolare.
Le ATC si sono appunto mobilitate per chiedere aiuto di fronte a questo tributo che in tutto potrebbe costare loro oltre 20 milioni di euro, cifra considerevole e che rischia di impedire le normali attività di manutenzione sugli immobili, oltre all’impossibilità oggettiva di costruirne di nuovi.
Riccardo Molinari ha sùbito manifestato i suoi timori in merito:”Condivido la preoccupazione delle ATC e del Presidente Cota sull’introduzione dell’IMU: l’Ente è già di per sé in difficoltà e l’introduzione di questa nuova tassa non consentirebbe di spendere risorse per gli alloggi. In un momento di emergenza come quello che stiamo attraversando, l’IMU, unita all’aumento dell’IVA, alle liberalizzazioni che rischiano di soffocare il commercio locale ed al generale aumento della tassazione, rappresenta un’ulteriore dimostrazione del distacco dalla realtà che affligge questo governo di non eletti guidato da Monti rispetto al Paese reale. 
Sulla questione proporrò un odg in Consiglio regionale per sensibilizzare le forze politiche affinché ci si coalizzi tutti a sostengo delle fasce deboli del territorio piemontese".

Il Presidente ATC Alessandria Piervittorio Ciccaglioni ha fortemente voluto questa conferenza stampa ed ha dichiarato: ”Ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza da parte delle ATC, che sarebbero costrette a spese per circa 2 milioni euro per il pagamento dell’IMU, cosa che renderebbe estremamente difficoltosa anche la sola manutenzione degli alloggi, negando, in questo modo, agli oltre 6500 inquilini il diritto di vivere in case sicure e rispondenti ai canoni del vivere dignitosamente. Per queste ragioni sono fortemente preoccupato e la presenza di oggi in Regione assieme al Presidente Cota è stata dettata dalla necessità di ovviare ad una situazione di grave allarme sociale".

Un commento è arrivato anche da parte del Vicepresidente ATC Antonio Tortorici: "l’IMU significherebbe un danno enorme per l’Ente, si rende indispensabile un incontro con le istituzioni comunali affinché, considerata la materia un ambito nuovo, i Sindaci dei centri zona della provincia di Alessandria possano garantire all’ATC l’esenzione dall’imposta, per non essere costretti a far fronte all’impossibilità di effettuare un’efficace manutenzione nonché di costruire nuovi alloggi".
 
 
 
 
Cota: sulla liberalizzazione degli orari d’apertura non può essere il Governo a decidere.
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In tema di liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali, Roberto Cota ha confermato l’intenzione di ricorrere alla Corte Costituzionale se il provvedimento dovesse essere attuato. “E’ una materia regionale – ha sottolineato – e il Governo ha invaso le nostre competenze. Secondo i nostri tecnici c’è stata un’invasione di competenze anche dal punto di vista politico perché deve essere il territorio a valutare le esigenze di aperture. Inoltre, se non ci sono soldi, non è che estendendo l’orario di apertura si danno più soldi alle famiglie”, ha detto il Presidente della Regione.
Sul tema è intervenuto anche il Consigliere regionale della Lega Nord Riccardo Molinari: “Lo Stato non può intervenire su una materia di competenza prettamente territoriale e regionale come sono gli orari di apertura delle attività commerciali. Il Governo Monti però, probabilmente perché non è stato eletto da nessuno, ha ritenuto di infischiarsene imponendo, con l’altezzoso rifiuto a ogni confronto cui ci ha abituati, una decisione che non solo non porterà crescita, ma di fatto indurrà alla rovina molti piccoli commercianti. Per questo auspico che la Regione Piemonte prenda quanto prima dei provvedimenti, ad esempio decidendo per il ricorso alla Corte Costituzionale contro questo tipo di liberalizzazione scriteriata”.
“Il modello americano basato sull’avanzata e la proliferazione della grande distribuzione ha dimostrato di non funzionare oltre oceano – ha proseguito Molinari – e sarebbe letteralmente tragico in una realtà come il Piemonte fatta di oltre 1200 comuni per lo più sotto i 1000 abitanti. Dobbiamo capire che tutto ciò potrebbe avere effetti devastanti sui negozi e sulle tante qualità espresse da botteghe e attività medio piccole che sono la maggioranza nella nostra regione. Se questi migliaia di lavoratori con le loro famiglie si ritroveranno costretti a chiudere, chi darà loro da mangiare? Chi pagherà per loro le tasse imposte da questa manovra affossa Italia?”
“Inoltre pochi mesi fa abbiamo approvato in Consiglio Regionale una legge sul commercio che va nella direzione esattamente opposta al disegno del Governo– ha concluso Molinari – abbiamo scelto di bloccare le nuove autorizzazioni per l'apertura di centri commerciali e di vincolare gli oneri pagati da quelli già aperti al sostegno del piccolo commercio. 
Non capire che oggi  un ennesimo regalo alla grande distribuizione non potrà essere retto dai commercianti è miopia pura”.  
 
 

 
 
 
 
 
 
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