UNIVERSITA' E DIRITTO ALLO STUDIO

La Regione ha competenza in materia di Diritto allo Studio, cioè offre tutti quei servizi come borse di studio, agevolazioni sui pasti e sul trasporto pubblico, residenze universitarie, che dovrebbero permettere agli studenti non abbienti di accedere comunque all'istruzione universitaria.
Questi servizi vengono erogati attraverso l'Ente strumentale EDISU. Nello scorso anno accademico sono state rifiutate domande di borsa di studio a 2191 ragazzi Piemontesi, che per questo in molti casi non avranno potuto proseguire il loro percorso formativo, ma al contempo ne sono state erogate 1751 a studenti stranieri, che quindi a spese dei contribuenti piemontesi hanno potuto accedere gratuitamente ai corsi nelle nostre università. Inoltre fra gli studenti italiani beneficiari, oltre il 50% provengono da altre regioni.
Questo sistema comporta situazioni di ingiustizia inaccettabili: giovani piemontesi capaci e meritevoli, non certo benestanti, ma che per le risultanze dell'ISEE sforano anche di poche decine di euro la soglia reddituale prevista dalla legge per accedere ai servizi EDISU, si vedranno negato il diritto allo studio, mentre gli stranieri sulla base di poco più che un'autocertificazione o gli italiani di altre regioni magari compilando in modo disonesto la dichiarazione dei redditi avranno vitto, alloggio e istruzione gratuita a spese nostre.
Occorre riformulare i criteri di assegnazione di questi servizi per garantire prima a tutti i giovani piemontesi non abbienti il diritto allo studio nella loro Regione: crediamo che un Ente pubblico abbia il dovere di fare gli interessi dei suoi abitanti e non in nome di ideologie esterofile preferire sempre chi viene da fuori compromettendo il futuro dei nostri giovani.
Essendo Consigliere uscente dell'EDISU, ho dovuto assistere a tutto questo personalmente senza alcun potere di cambiare lo stato delle cose, poiché l'EDISU è un mero ente strumentale (che deve applicare cioè le leggi vigenti). Mi impegno fin da subito verso tutti gli universitari della nostra Regione a battermi con tutte le mie forze, se mi darete la possibilità di rappresentarvi in Consiglio Regionale, per una nuova legge su questo tema che metta i nostri giovani e quindi il futuro del nostro territorio al primo posto.
E' inoltre recente la decisione del Politecnico di Torino di chiudere le sedi distaccate sul territorio regionale fra cui quella di Alessandria. Credo che la Regione debba adoperarsi, nel rispetto dell'autonomia dell'Università e dei diversi ruoli, per far tornare sui suoi passi il Politecnico anche a fronte degli ingenti investimenti degli enti locali e dei privati per la sede alessandrina. Come seconda via si dovrà lavorare per la nascita di una nuova facoltà di Ingegneria dell'Università del Piemonte Orientale nel nostro capoluogo.